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Amarsi che casino film

Amarsi che casino film

Un'amante fissa non gli impedisce di correre dietro a segretarie e commesse. Verrà ferocemente punito da una delle sue conquiste. Lèo e Julie, due giovani di una timidezza quasi patologia, vivono un fidanzamento tutto goffaggini e sdilinquimenti. Poi si sposano; Julie rimane incinta, Léo si trasforma anche lui in un fallocrate. Luc, che si guadagna la vita con le ricerche demoscopiche, ed Eva, infermiera in un ospedale psichiatrico, sono due sposi in eterna luna di mille. Vivono il loro matrimonio con tenerezza e fantasia e un'assoluta fedeltà reciproca.

Patrick Schulmann. Alain Duclos. Jean René Gossard. Jean-Luc Bideau. Anne-Marie Philipe. Etienne Draber. Regis Porte. Monique Morisi. Janine Mondon. Patrick Langlade. Bernard Giraudeau. Marie Noelle Barre. Dovrei riprendere a fare jogging, correre per il verde del Central Park la domenica mattina, ma devo farlo veramente questa volta. Sarebbe la medicina giusta alla mia insoddisfazione. Ma dove lo trovo un uomo disposto a sobbarcarsi una donna sposata? Studiare il cinese. Oggi senza il cinese non vai da nessuna parte. Ecco il cinese e il computer. Sarei un bancario senza pancia, che parla il cinese e fa meravigliosi grafici in Power Point.

Forse non sarei una donna affascinante, ma avrei molti uomini ai miei piedi che mi gratificherebbero. Ecco ci sono. Perché i problemi di mio marito sono i miei e i miei rimangono miei? Lui è un quadro direttivo della ChangeBank, fresco di nomina, si sta portando avanti con il lavoro e non vuole di certo fare brutta figura, ma quando alza lo sguardo vede seduta davanti a lui una donna piuttosto attraente. Lei porta un cappello verde mela e un tailleur nero di indubbia eleganza, il suo taglio di capelli ramati cade perfettamente sulle sue spalle. Julian, concentrato nella relazione, affonda di nuovo il suo sguardo sulle sue pagine, ma subito dopo ha un sussulto.

La guarda di nuovo con discrezione giurando di conoscerla o quanto meno di averla già vista da qualche parte. Anche lei, Elisabethh Richmond, ha riposto i suoi pensieri in un cassetto e ora sta digitando qualcosa sul suo tablet, lui abbassa lo sguardo, pensa, legge, ma poi ritorna più volte su quel viso. È sempre più convinto di aver già visto quella donna, ma non ricorda dove. Ad un tratto si accende la luce nella sua memoria… Julian: La donna è perplessa. Mi scusi, ma penso si stia sbagliando… Non credo di conoscerla. La donna senza scomporsi riprende la sua lettura.

Oh no signora le giuro… Non è un modo per attaccar bottone. Difficilmente mi sbaglio. Le giuro non sono qui per importunarla. Mi scusi, ma che aria hanno gli scocciatori? Oh mi prende impreparata, diciamo che mi fido molto delle mie sensazioni. Allora ringrazio le sue sensazioni e non vorrei prendere lucciole per lanterne Tranquillo signore, le lucciole in questa città sono scomparse da tempo e poi le ripeto, forse è solo un equivoco, uno scambio di persona!

Almeno per quanto io sappia, nessuna gemella. Allora non posso sbagliarmi. La prego… Julian: Posso insistere? A quanto pare lo sta già facendo… Julian: Ci lavoro da quelle parti. La vedo molto confuso…. Si agita. Non la seguo signore… Julian: Io in quel momento ero al telefono e lei camminava davanti a me… Aveva un soprabito chiaro e lo stesso cappello verde mela che indossa ora… Ad un certo punto distrattamente ha infilato il tacco in una grata, forse un tombino… Ricorda? Che coincidenza!

Ero sicuro di averla già incontrata, ma non ricordavo dove, quando e come Sono dieci minuti che mi arrovello il cervello. Ho scandagliato minuto per minuto gli ultimi tre giorni trascorsi, ad un certo punto credevo di averla vista vestita da infermiera al Central Hospital. Sorridono entrambi. Lei è un tipo buffo sa! Commessa… Infermiera, non ho nulla contro certi lavori, anzi li reputo molto utili, ma lei mi ci vede?

Oh mi scusi non volevo… Che gaffe! E poi come andata? Se posso… In quel momento non passavano taxi e non sono riuscito a rendermi utile. Oh invece sbaglia… Lei aveva già fatto abbastanza. Mi ha accompagnata in quella boutique e il negoziante è stato molto gentile. La caviglia le faceva male? Purtroppo proseguendo il tacco si è rotto completamente e sono dovuta andare in un centro commerciale ad acquistare un nuovo paio di scarpe. È davvero una strana coincidenza averla incontrata nuovamente. Lei non è sorpresa? Perché mai dovrei esserlo? Ma no, la prego. Per me è stato un vero piacere! Mi dispiaceva per lei. Piuttosto la caviglia è ancora intera?

A parte la scarpa e la calza è stato solo un gonfiore passeggero. Ora è tutto in ordine. La donna solleva leggermente la caviglia interessata, mostrando la sua scarpa color rosa antico con un tacco di oltre 10 cm. Sono in piena forma. Scusi se mi permetto, ma con quelle altezze rischia di nuovo di farsi male. Julian scuote ancora la testa. Che strano in questa città di otto milioni di anime, è stato davvero un caso molto piacevole rincontrarla. Si sente fortunato? Incontrare due volte una donna affascinante come lei, è più di un caso. Si accontenta di poco allora…. Poi si alza chiedendo il permesso agli altri passeggeri. Buon weekend allora. Julian Mailer, è in piedi e guarda fuori dal finestrino.

Sta pensando alla sua impeccabile relazione e alle congratulazioni convinte e sincere da parte dei suoi colleghi. Oggi non abbiamo trovato posti liberi, vedo… Julian: Oh signora, che piacere! Buonasera… Elisabethh: Buonasera a lei… Julian: Come sta? Bene e lei? Beh ogni tanto fa anche bene rimanere in piedi, aiuta la circolazione. Per il lavoro che faccio poi… passo tutto il giorno seduta… E lei?

Oh anche io, il lavoro di banca ci condanna al mezzobusto ed a una vita sedentaria! Ha ragione, lo sport fa bene alla salute. Lei di cosa si occupa se posso? Lavoro alla SpeedExp e mi occupo di spedizioni internazionali. Non ama il suo lavoro? Poi dice. Comunque io mi chiamo Julian, Julian Mailer. Piacere, Elisabethh Richmond. Mi raccomando il nome lo pronunci con due acca! Comunque originale davvero! E vorrei vedere! I due si stringono la mano. Lavora in città quindi… Elisabethh: In Union Square, praticamente vicino dove lei mi ha salvato la vita… Julian: Non esageri. Le dispiace essere stato un angelo custode? Proprio ieri passeggiando vicino casa ho visto una donna con quel tipo di scarpe alte ed ho pensato a lei.

Allora le piacciono davvero… Julian: Purtroppo madre natura non mi ha dotata di grandi altezze per cui sopperisco in questo modo. Comunque lei è una donna molto elegante. Oh la ringrazio e lei è molto gentile. Immagino che anche la donna che passeggiava vicino la sua casa lo fosse! Ci sono donne e donne. Io a quali delle due categorie farei parte? Entrambi ridono. Poi la donna riattacca e lui fissa il suo sguardo. Mi perdona se le dico qualcosa di personale? Cosa voleva dirmi. Ottimo spirito di osservazione… Julian: Mi spiace… Elisabethh: Oggi ho ritirato delle analisi e purtroppo non sono buone. Purtroppo no, ma comunque nulla di grave, diciamo che sarebbe potuto andare meglio….

I due rimangono in silenzio e guardano entrambi attraverso il vetro le luci delle case lungo la ferrovia che scorrono nel buio. Se desidera stare sola, mi allontano, non si faccia problemi… Elisabethh: In mezzo a questa folla la vedo dura spostarsi anche solo di qualche centimetro… Julian: Non vorrei essere di troppo… Elisabethh: Lei non è di troppo, sono i pensieri ad essere invadenti… Julian: Allora rimango qui, ma giuro che tengo la bocca serrata.

Sa a cosa pensavo? Mi dica. Pensavo al destino. È la terza volta che ci vediamo in meno di una settimana… Buffo no? Con tutta questa gente… Julian: Già… Elisabethh: Se qualcuno ci vedesse penserebbe ad una relazione… O quanto meno che ci stiamo incontrando di proposito. Lei lo penserà di me. E perché mai? Perché sono stato io il primo ad afferrarla da dietro mentre volava… Lei di certo non poteva vedermi… Elisabethh: E chi non le dice invece che non sia stata io a cadere di proposito?

E poi farmi ritrovare per magia seduta di fronte a lei su questo treno? Oggi ad esempio sono stata io per prima a salutarla e lei non mi aveva neanche notata. Allora confesso che quando sono salito su questo treno per un attimo ho pensato a lei. A questo punto allora sono io a dubitare che sia un caso…. I due ridono. Ha poi comprato il biglietto della lotteria?

Non serve più ormai. Lei è ricco? Allora è vero che si accontenta di poco… Julian: Lei è sposata, vero? Anche io sono sposato. Sarebbe stato strano il contrario… Julian: Il treno fa la sua prima fermata a Flashwood. Molti passeggeri scendono. Julian si guarda intorno. Si sono liberati dei posti… Se vuole possiamo sederci. Oh grazie… volentieri, anche se scendo alla prossima fermata. Lei consulta il suo tablet. Ormai siamo schiavi di queste tecnologie. Direi costantemente arruolati ventiquattro ore su ventiquattro. Lei poggia il tablet sulla gonna e distrattamente accavalla le gambe. Poi la donna toglie gli occhiali e ripone il suo tablet nella borsa. Lei dove scende?

Due dopo di lei. Scendo a Bradville. Ah carina, la conosco, ci andavo da ragazza a giocare a tennis. Lei gioca a tennis? Giocavo… Mio padre è stato un campione nazionale e si era messo in testa che anche le figlie sarebbero diventate delle campionesse. E invece? Invece mi occupo di spedizioni… Direi nulla a che vedere con lo sport! Sa i casi della vita… Julian: Come è andata? Al tempo senza alcun entusiasmo ho risposto semplicemente ad un annuncio di lavoro.

Cast completo del film Amarsi? Che casino! | MYmovies

Un film di Patrick Schulmann con Jean-Luc Bideau, Evelyne Dress, Bernard Giraudeau. Su Screenweek trovi tutte le foto e i poster del film Amarsi? Che casino!, oltre a video. Scheda dettagliata di Amarsi? Che casino!, con trama, cast e tutte le info sul film ; inoltre foto, video, trailer e recensioni della redazione e degli utenti. GIALLO PASSIONE Adamo Bencivenga La Venere di Anzio. Questa è una storia maledetta, una storia d'altri tempi con il classico triangolo: marito, moglie e. Che casino! trama cast recensione scheda del film di Patrick Schulmann con Marie Catherine Conti, Madeleine Damien, Erik Colin, trailer programmazione film. Amarsi? che casino! () - Recensione del film di Patrick Schulmann con Jean-Luc Bideau, Marie-Catherine Conti, Bernard Giraudeau, Evelyne Dress. AMARSI' CHE CASINO! Regia: Patrick Schulmann. Con Anne-Marie Philipe, Bernard Giraudeau, Evelyne Dress, Jean-Luc Bideau, Marie-Catherine Conti.

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