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Condonati 98 milioni slot machine

Condonati 98 milioni slot machine

La procura della Corte dei conti ha a dir poco esagerato nel chiedere 98 miliardi di euro di danno erariale. Una cifra spropositata, che sin da subito era chiaro non sarebbe mai stata incassata. La procura aveva in primis utilizzato il criterio delle penali previste dalla convenzione stipulata nel tra i Monopoli e le concessionarie, ovvero 50 euro per ogni ora di mancato collegamento delle slot alla rete. Penale poi letteralmente abbattuta nel marzo del , agli sgoccioli del governo Prodi, quando venne fissata in 5 centesimi. Insomma, le enormi pressioni sul governo e i grandi interessi che ruotano intorno al settore del gioco fecero sentire i loro effetti. Tecnicismi e criteri discutibili, che hanno portato la procura a spararla grossa.

La sentenza e il decreto Sta di fatto che la sentenza è arrivata il 17 febbraio del , quando la Corte dei conti ha condannato le concessionarie e due dirigenti dei Monopoli Giorgio Tino, ex direttore generale, e Antonio Tagliaferri, tutt'ora direttore centrale a risarcire 2,5 miliardi di euro. Tanto, ma pur sempre poco rispetto alla richiesta iniziale. E qui si inserisce il decreto Imu approvato l'altro giorno dal governo di Enrico Letta.

Tra le fonti di copertura dell'abolizione dell'imposta sulla prima casa, infatti, i tecnici del ministro dell'economia, Fabrizio Saccomanni, hanno fatto riferimento a circa milioni di euro che dovrebbero arrivare da un condono contabile approvato dall'allora governo Berlusconi con la Finanziaria del Ora, a parte il fatto che nessuno sa se i concessionari aderiranno nel frattempo hanno fatto tutti appello e stanno aspettando l'udienza. In ogni caso un'autentica farsa. Prossimo articolo Articolo precedente. Nelle ultime settimane, dunque, la storia del regalo alle slot è tornata alla ribalta, come argomento da aggiungere alla lista delle nefandezze dei tre governi a guida PD che si sono succeduti nell'arco di questa legislatura.

Le slot machine invadono i bar e sostituiscono o dovrebbero farlo i vecchi videopoker. La normativa prevede che le macchine siano collegate in rete con la SoGei, la società pubblica che avrebbe dovuto garantire la regolarità della taratura degli apparecchi che, sempre in teoria, dovrebbero restituire un numero di vincite predeterminato ai giocatori. A mettere in rete gli apparecchi avrebbero dovuto pensarci i concessionari, dieci soggetti privati selezionati dai Monopoli, pena una sanzione per ogni ora di mancato collegamento.

I concessionari, essenzialmente, se ne fregano. Migliaia di macchinette non sono collegate alla rete e non vengono messe a norma neanche dopo i primi solleciti dei Monopoli. Le società, per il biennio — , pagheranno le tasse con una cifra forfettaria, quella prevista nel caso di mancato collegamento per cause di forza maggiore, senza che nei loro confronti venga erogata alcuna multa. È la Corte dei Conti che, raccogliendo una serie di segnalazioni, dà alla Guardia di Finanza il compito di fare luce sulla vicenda del mancato collegamento delle slot. Una peraltro necessariamente parziale verifica consente alla Gdf di individuare migliaia di macchinette non collegate, lasciando intendere che il danno erariale possa essere elevatissimo.

Il mancato controllo sulle slot è, in effetti, un problema enorme, come avrà modo di spiegare il generale Umberto Rapetto , a capo del nucleo speciale della Gdf: In sostanza, per un periodo piuttosto ampio di tempo, decine di migliaia di slot sono state del tutto fuori controllo, non solo per quel che riguarda la quantificazione degli introiti tassabili, ma anche per la restituzione delle vincite ai giocatori.

Da dove viene la cifra di 98 miliardi di euro? In pratica, la cifra finale viene fuori non attraverso calcoli su un ipotetico volume delle giocate, né applicando sanzioni che ipotizzano un abbassamento delle quote di vincita o altre operazioni di manomissione delle slot, ma semplicemente applicando le penali previste da un contratto sottoscritto sia dallo Stato che dai concessionari.

La procura della Corte dei Conti contesta dunque ai concessionari somme per poco meno di 90 miliardi di euro qui l'elenco delle richieste alle singole società. Ora bisogna fare un salto in avanti e arrivare al , quando la vertenza giudiziaria arriva finalmente a conclusione e la sezione giurisdizionale del Lazio della Corte dei Conti pronuncia la sentenza numero La sentenza arriva dopo una lunghissima battaglia legale e molti tentativi di impugnare la legittimità stessa del processo. Insomma, riepilogando: I 98 miliardi di euro, dunque, non esistono, non sono mai stati comminati come sanzione a nessuna società, né men che meno sono stati evasi. Insomma, è vero che un Governo a guida PD abbia definito una sorta di condono alle aziende che operano nel campo delle slot, ma sui 2,5 miliardi di euro e chiedendo un pagamento immediato di una sanzione comminata solo in primo grado.

E lo è anche per un effetto secondario, ovvero la distrazione collettiva.

La vera storia dei 98 miliardi di euro condonati ai signori delle slot machine

Otto anni per passare da 98 miliardi a milioni in tutto. L'intricata saga giudiziaria della maxi multa ai concessionari di slot si è chiusa ieri. è chiaro quale) avrebbe condonato gran parte di una multa da 98 miliardi ricevuta dalle società concessionarie di slot machine. La cifra da pagare, quindi, sarebbe scesa da 2,5 miliardi di euro a poco meno di milioni. Quella dei 98 miliardi di euro "regalati" ai signori delle slot machine è una accontentandosi di poche centinaia di milioni di euro di mancia. La bufala di 98 miliardi ai concessionari di slot machine che ha invece prodotto un surplus di milioni di euro rispetto alle previsioni: è. SCANDALO SLOT: ECCO COME LO STATO HA CONDONATO 98 alle 10 maggiori concessionarie delle slot machine - Molti apparecchi infatti contenziosi contabili, lo Stato rischia di incassare solo milioni di euro. un presunto condono ai “signori” delle slot machine di 98 miliardi di il pagamento del 25% ( milioni di euro) sulla multa comminata in. Slot, il condono della vergogna dall'altra, trova i soldi per cancellare la tassa facendo un bello sconto ai concessionari di slot machine.

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